Per un 25 aprile di lotta: liberiamo i territori, riprendiamoci una vita degna!

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Anche quest’anno gli studenti, le reti territoriali, le associazioni e gli abitanti di Roma Est stanno costruendo per il 25 aprile una mobilitazione che vuole celebrare la liberazione, recuperando la memoria antifascista e rilanciando la resistenza allo sfruttamento dei territori e di chi li vive.

Una mobilitazione animata dalle lotte sociali, che attraverserà quartieri che resistono quotidianamente alla crisi, al degrado e all’abbandono.

Da Tor Sapienza a Centocelle, passando per il Quarticciolo, vogliamo percorrere le strade di una periferia martoriata dove la liberazione vive nella lotta per la casa, nella battaglia contro la speculazione, per il verde pubblico, negli spazi di aggregazione e di produzione di cultura indipendente, nella lotta contro la precarietà e la disuguaglianza.

Una periferia nella quale arrivano le lettere di sgombero per chi ha occupato un alloggio per necessità o è moroso incolpevole; dove l’amianto, l’elettrosmog, la mobilità impossibile, la cancellazione delle linee di autobus e il forte abbandono scolastico vengono vissuti quotidianamente da tutti noi. Si continuano ad aggiungere problemi su problemi e tutto questo sfocia, troppo spesso, nella guerra contro il diverso.

Vogliamo recuperare la memoria storica dei nostri quartieri: coraggiosi, fieri e antifascisti. Attualizzare l’impronta lasciata da Michele Testa e da tanti uomini e donne che a Tor Sapienza hanno vissuto, lavorato e lottato.

La manifestazione, che partirà alle ore 9.30 dalla stazione vecchia di Tor Sapienza, si concluderà a piazza delle Camelie nel quartiere di Centocelle, luogo di tante battaglie contro gli sfratti e per la riappropriazione delle piazze chiuse da più di 7 anni dai cantieri di una metropolitana, la quale ha succhiato risorse pubbliche per 5 volte rispetto alle previsioni, visto arresti per tangenti e la cui apertura non è ancora certa.

Nelle periferie ogni giorno crescono insofferenza e rabbia di fronte alle modalità di governo, di sfruttamento dei territori e all’assenza di risposte ai loro bisogni. A tutto ciò dobbiamo opporre la nostra determinazione e la nostra capacità di tornare a contare, a decidere. Non siamo disponibili a subire ancora.

La liberazione vive nelle lotte!

Liberiamo i territori, riprendiamoci una vita degna!

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